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Azioni del vento

 

 

Come è noto, il vento può esercitare sui veicoli in movimento considerevoli azioni trasversali, che dipendono dalla velocità della corrente fluida e dalla sua direzione e dalla superficie laterale esposta al vento.

Dalle conoscenze ed esperienze disponibili emerge che per i veicoli, sia leggeri (autovetture) sia per mezzi pesanti (autocarri) non si verificano problemi gravi di percorribilità fino a valori della componente trasversale della velocità dell'ordine di 20 m/s (grado 8 Beaufort, pari a 72 km/h).

Per alcuni veicoli leggeri (roulotte, caravans, etc.) e per altri veicoli come gli autocarri furgonati e telonati, invece, la componente trasversale di vento inizia ad esercitare effetti sensibili già intorno ai 15 m/s (54 km/h).

Nel progetto in esame, la presenza delle barriere frangivento sembra potersi rivelare idonea a garantire un abbattimento della velocità del vento incidente sui veicoli circolanti che risulta compreso tra un valore percentuale di 33 (a quota parabrezza), lungo l’asse della corsia di sorpasso, e un valore 77, lungo l’asse della corsia di marcia lenta (a circa quota 3,50 sul p.r.).

Si tratta di valori che sono stati soltanto osservati sul modello in scala, ma che dovrebbero essere suffragati anche da modelli numerici e per diverse situazioni di traffico, sia come composizione volumetrica e sia come densità spaziale.

Dai dati esposti dai progettisti si rileva che, sulla base delle misurazioni campionarie effettuate in località Punta Faro (molto prossima alla zona di ubicazione del ponte) a diverse quote, vi sono almeno 26 giorni all’anno in cui la velocità del vento raggiunge e supera i 15 m/sec (burrasca debole), per una durata media di circa quattro ore, mentre durante quattro giorni all’anno il vento raggiunge e supera i 20 m/sec (burrasca forte).

Pur considerando l’efficacia delle barriere frangivento, specie sulle corsie destinate ai veicoli leggeri, si è del parere che le azioni del vento sui veicoli circolanti, considerate le particolari condizioni ambientali del sito marino, debbano essere ulteriormente investigate, collegando l’azione del vento anche a possibili scenari di rotazione dell’impalcato e di scarsa visibilità, sia notturna che diurna.