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Molto più leggero ed elegante sembrava invece
il ponte progettato da Musmeci: concepito come una tensostruttura,
con cavi portanti e cavi
traenti, proprio come le leggere coperture
che Frei Otto stava realizzando in quegli anni a Montreal e a
Monaco, si caratterizzava per l’estrema eleganza formale. La struttura di Musmeci era un misto fra un
ponte sospeso e un ponte strallato: una campata virtuale di 2000
metri era sostenuta, invece che da piloni - che avrebbero dovuto
avere fondazioni troppo profonde - da stralli divergenti che
partivano dalle torri sulle rive.
Al di sotto dell’impalcato, il sistema era
irrigidita da cavi di pretensione che aiutavano ad assorbire le
azioni orizzontali; una fitta rete di tiranti, di sospensione e di traenza, disposti diagonalmente a configurare una sorta di
tensegrity, collegava gli impalcati ai cavi principali. Le torri,
infine, enormi pendoli compressi, erano formati da due coppie di
antenne a sezione stellare a tre punte dell’eccezionale altezza di
603 metri.
Certamente nessuno dei progetti presentati al
Concorso era stato sviluppata al punto da offrire garanzie di
successo. Il progetto di Musmeci, per quanto giudicato molto
positivamente anche da studi recenti, necessitava di verifiche di
fattibilità che solo lo sviluppo esecutivo avrebbe potuto
assicurare. |