|
Il 28 maggio del 1969
l'ANAS e le Ferrovie dello Stato bandivano un
«Concorso internazionale di idee per un attraversamento stabile
viario e ferroviario fra la Sicilia ed il Continente». Al Concorso
partecipano 143 concorrenti di cui solo 85 ottemperavano alle
imposizioni del bando. Di questa prima selezione 45 proponevano la
soluzione di un ponte, sospeso o strallato, ad una o più campate, 19
preferivano il tunnel – in alveo o subalveo – e gli altri 12
ipotizzavano soluzioni varie, tra cui dighe, istmi, ponti
galleggianti, ecc.
La commissione
giudicatrice composta da docenti universitari ed esperti italiani e
stranieri, il 25 novembre del 1970 assegnavano 6 premi e 6 secondi
premi, adottando il criterio di premiare ex aequo le migliori
soluzioni per ogni tipo proposto.
Vincevano dunque i 15
milioni di lire del primo premio quattro ponti sospesi a:
|
● |
1
campata di 3000 metri di luce (gruppo capeggiato da Musmeci) |
|
● |
3
campate di 770-1600-770 metri (gruppo “Ponte Messina Spa”) |
|
● |
4
campate di 465-1360-1360-465 metri (gruppo capeggiato da Montuori) |
|
● |
5
campate, le tre centrali di 1000 e le due laterali di 500
metri (Technital) |
In quella occasione si
segnalavano già due ipotesi di ponte sospeso ad una sola luce:
quelle di Sergio Musmeci e di Pier Luigi Nervi. Entrambi però -
rispettivamente primo e secondo premio - abbandonavano lo schema
tradizionale per tentare avveniristiche sperimentazioni statiche e
formali.
Per entrambi i
progettisti, il cruccio principale consisteva nell’intrinseca
instabilità trasversale dell’impalcato dei ponti sospesi. Questo
infatti va dimensionato in modo che la sezione trasversale possa
assorbire le sollecitazioni orizzontali dovute al vento e
limitatamente a questo aspetto si comporta come una trave appoggiata
alle due estremità sui piloni. Inoltre deve avere una sufficiente
rigidità torsionale per sopportare senza danno i fenomeni di
autoeccitazione che si manifestano inevitabilmente per ogni profilo
investito da una corrente fluida. Ricordiamo che il crollo del
Tacoma Bridge, avvenuto nel 1940, quattro mesi dopo l’inaugurazione,
proprio per l’innesco di fenomeni di risonanza, aveva fatto perdere
fiducia nei confronti di questa tipologia. |