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Pentedattilo
Pentedattilo sorge in una pittoresca
posizione tra le colline che si affacciano sul mar Ionio. Il piccolo
paese, è arroccato su una collina che
ha la forma di una mano ciclopica,
da dove prese il nome "Pentedattilo", dal greco Penthe (cioè 5) e
Daktylos (dito). La storia delle antichissime origini di Pentidattilo
è avvolta ancoraoggi in un velo di mistero.
Molti studiosi affermano che le sue origini
risalgono alla dominazione Bizantina, altri affermano che risalga alla
dominazione romana o a quella greca. Nel 1686 si consumò una terribile
strage che fece rimbalzare il paesino dalla quiete alle pagine della
storia e della leggenda: nella Pasqua di quell'anno gli Abenavoli, con il
favore della notte, entrarono nel castello degli Alberti e massacrarono
l'intera famiglia.
A seguito di questo fatto nacquero varie
leggende: una dice che le torri in pietra che sovrastano il paese,
rappresentano le dita insanguinate di una mano ed è per questo motivo che
Pentedattilo è stata più volte indicata come la mano del Diavolo e si dice
che la sera, in inverno, quando il vento è violento tra le gole della
montagna si riescono ancora a sentire le urla del Marchese Alberti".
Il piccolo borgo fu abbandonato nei primi
anni cinquanta poiché dichiarato franante e "ricostruito" poco distante (Pentedattilo
Nuovo). Pochi sono i resti dell'antico castello ed anche in precarie
condizioni versa la bella chiesetta di San Pietro e Paolo. Il paese è, da
decenni, al centro dell'attenzione non solo degli storici e degli
architetti che stanno cercando di rivitalizzarlo con iniziative culturali.
Come si arriva a
Pentedattilo:
Da Villa San Giovanni imboccare
l’Autostrada A3 direzione Reggio Calabria. Imboccare la Superstrada E90
direzione Taranto. Uscita Musa–Pentedattilo, seguire indicazioni fino a
Pentedattilo (km 46). |